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Google ha reso nota la lista dei 52 cambiamenti che ha effettuato nel mese di Aprile nelle sue funzioni di ricerca. Di recente c’erano state migliorie molto importanti negli algoritmi di Google: a febbraio 2011, Panda update, con lo scopo di escludere dalla ricerche le “Content Farm”, ovvero tutti quei siti, portali e aggregatori di news che pubblicano contenuti di scarsa qualità al solo scopo di attirare un numero elevato di visite e guadagnare tramite i click sugli annunci AdSense. Tra le ultime migliorie successive, il mese scorso è stato lanciato un nuovo algoritmo che punisce il fenomeno del webspam, cioè la pratica di ottenere in modo artificioso una classificazione (“page rank”) più alta delle proprie pagine. Il webspam viene attuato tipicamente tramite il keyword stuffing (“imbottitura di parole chave”), cioè il riempire la pagina di centinaia di keywords anche non pertinenti, e i link schemes (“complotti a base di link”), ovvero la creazione di siti complici che linkano verso la propria pagina per aumentarne il page rank.

Gli ultimi cambiamenti annunciati sono significativi, perché danno il senso di come stia cambiando lo scenario del posizionamento sul Web. Oltre ai già citati provvedimenti per punire i SEO “cattivi”, molti dei miglioramenti riguardano l’interfaccia utente. Ad esempio, molti sforzi sono stati concentrati sulla funzione di completamento automatico, che è stata estesa anche a ricerche meno frequenti nelle lingue diverse dall’inglese ed è anch’essa mirata a penalizzare i contenuti di qualità più scarsa. Ulteriore enfasi viene data ai contenuti più recenti, ma con un’attenzione ancora maggiore ad escludere le pagine “trash”. Vari interventi riguardano la pertinenza dei risultati rispetto all’utente specifico. Ad esempio, di un sito multinazionale si cerca di privilegiare la versione del paese dell’utente, così come si tiene conto di più delle ultime ricerche effettuate, per cercare di indovinare le intenzioni dell’utente. Infine citiamo i miglioramenti sul modo di presentare i risultati dei sitelinks, cioè i siti maggiori per i quali Google dà direttamente i link alle principali sezioni interne. Per la lista completa delle novità, si veda l’articolo sul blog di Google.

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