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countries_by_most_used_web_browserConoscere i dati sulla diffusione dei vari browser è fondamentale per chi sviluppa siti e servizi web, perché ogni interfaccia va progettata per comportarsi al meglio in ciascuna delle piattaforme ed è opportuno fissare sempre delle priorità. Abbiamo messo a confronto i dati mondiali con quelli riferiti alla sola Italia, usando come fonte StatCounter, per individuare eventuali differenze. Ogni paese ha le sue usanze, anche in internet. Se Chrome (in verde nella cartina) domina quasi ovunque, infatti, Firefox (in arancio) è amato in Africa, mentre Explorer (in blu) è sorretto soprattutto dai cinesi. Per ora, dunque, non c’è storia: Google è padrona del mondo.
Consulta i dati completi

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jqueryL’annuncio ufficiale del rilascio di jQuery 2.0 è stato salutato con giubilo, dai programmatori di tutto il mondo, anche se non tutti potranno godere dei suoi benefici. Perché la novità principale è che, questa celebre libreria di funzioni javascript per le applicazioni web, è più leggera e perciò più veloce, ma per ottenere questo risultato, abbandona il supporto a Internet Explorer 6,7 e 8, rimanendo compatibile solo per le versioni di IE dalla 9 in poi.

Il vantaggio ci sarà soprattutto per il mobile, dove il 12%  in meno di peso si farà sentire, ma solo per chi si potrà permettere di non considerare la compatibilità con le versioni di IE precedenti la 9. Per gli altri, non cambierà molto, visto che verrà mantenuto il pieno supporto per jQuery 1.x. Nella 2.0, sarà possibile ottenere alleggerimenti ulteriori, eliminando le funzioni non utilizzate. Ad esempio, utilizzando gli effetti di animazione del CSS3, anziché le funzioni jQuery, si possono eliminare i moduli “effects”, “dimensions”, “offset”, “wrap” e “sizzle”.
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Il fatto che Microsoft abbia reso disponibile Internet Explorer 10 – finora esclusiva del sistema operativo Windows 8 – anche per Windows 7, è una mossa certamente significativa per un’azienda, come quella di Redmond, che ha già accumulato un ritardo enorme – nella fase di transizione verso l’internet mobile – ed è consapevole di non poter puntare tutto esclusivamente su un sistema operativo come Windows 8, che ancora non è né carne, né pesce, né chiaramente desktop, né indubitabilmente touch-screen.

Tra i vari prodotti di Microsoft, Explorer è quello che va peggio. Infatti, come diffusione globale, è stato ormai ampiamente superato da Chrome, nonostante sia pre-istallato su tutti i computer Windows.

Uno dei problemi di Explorer (gli sviluppatori Web ne sanno qualcosa) è di essere il meno standard, tra i browser. Per lo meno fino alla versione 9. Ora, con la 10, l’orientamento è cambiato radicalmente, perché Explorer 10 supporta pienamente sia HTML5 che CSS3. Un orientamento che è coerente con la decisione di sostenere pienamente l’HTML5, recentemente dimostrata con l’adesione allla piattaforma per sviluppatori Web Platform Docs. Inoltre, questo browser viene giudicato migliore, rispetto a Explorer 9. Oltre ad avere un’interfaccia molto innovativa, estremamente semplificata, è il browser Microsoft più veloce di sempre. In base ai test con l’HTML5, rimane un po’ indietro, rispetto a Chrome e Opera, ma supera Firefox.

La versione per Windows 7 è Release Preview, quindi non ancora definitiva. Però ha già inclusa la funzione ”Do Not Track“, che impedisce a siti, servizi web e network pubblicitari di tracciare gli utenti senza che questi ne siano a conoscenza. Rispetto a Flash – uno standard che Apple ha deciso di abbandonare – è disponibile il relativo plug-in, che però va installato. La differenza fondamentale con la versione “ibrida” per Windows 8 è che questa ha un’interfaccia classica da desktop, senza che sia disponibile quella touch. Per chi  sviluppa siti è ancora sconsigliato, avendo un market-share ancora troppo ridotto.

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Nel diagramma 2012 sulle tecnologie emergenti (Hype Cycle for Emerging Technologies), Gartner ha collocato l’HTML5 in pieno “picco di aspettativa gonfiata”, una fase nella quale si trovano prima o poi tutte le tecnologie, secondo questo schema della famosa società di analisi, la quale in genere ci azzecca abbastanza. Gartner dà all’HTMl5 dai 5 ai 10 anni, per affermarsi definitivamente. Nel mondo del Web sono un’enormità, e perciò la previsione viene ritenuta poco credibile da chi, come Dan Rowinski, sostiene invece che l’HTM5 diventerà un elemento vitale dell’innovazione e dell’industria IT nel giro di soli 2-3 anni. Vediamo perché.

Per affermarsi ufficialmente come standard, l’HTML5 ha bisogno della ratifica da parte del W3C, la quale potrebbe arrivare in forma definitiva addirittura nel 2022! Ma, nella realtà, le funzionalità dell’HTM5 sono già disponibili e perciò gli sviluppatori, anziché aspettare i dettami del W3C, già le stanno adottando (la app per iOS di Linkedin, ad esempio, ha il 95% di codice in HTML5). Affinché funzionino, però, hanno bisogno di essere supportate dai vari browser, i cui proprietari stanno già lavorando sodo – in acerrima competizione reciproca – per includere nelle varie versioni le nuove funzionalità. Arbitro neutrale in questa partita è Ringmark, la suite sviluppata da Facebook proprio per supportare l’HMTL5. Collegandosi a Ringmark da un certo browser, l’applicazione che contiene verifica automaticamente quali funzionalità sono supportate.

L’evoluzione dell’HTML5, dunque, più che dal W3C, dipende dai browser stessi. Da quanto saranno rapidi a supportarne le innovative funzionalità.

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Chrome (in verde) ha rapidamente eroso il market share di Explorer (in azzurro), diventando il browser più usato in Italia

Nella guerra tra browser, che vede Internet Explorer in costante declino, il sorpasso di Chrome, da tempo atteso, ormai è una realtà. Per lo meno in Italia e secondo le statistiche elaborate da StatCounter. Ieri si era diffusa la notizia che il sorpasso fosse avvenuto a livello globale, anche se solo per un giorno, e subito dopo StatCounter ha rivisto i propri dati, decurtando al market share di Chrome il pre-rendering delle pagine, una funzione del browser di Google che rende più veloce l’esecuzione di un link, precaricando la pagina che si prevede l’utente voglia vedere dopo quella visualizzata.

L’uso dei diversi tipi di browser cambia parecchio, da Paese a Paese, ed è per questo che, rispetto ai dati globali, è più opportuno fare riferimento al solo mercato italiano, l’unico che conta per i siti scritti nella nostra lingua. Ma ancora meglio è fare riferimento al proprio pubblico specifico, utilizzando, ad esempio, le statistiche di accesso ai propri siti. Ecco un caso concreto. Di seguito riportiamo i dati relativi ad alcuni siti che fanno riferimento ad Eustema, i quali evidenziano differenze notevoli, tra loro.

Chrome Explorer Firefox Safari
Eustema 14% 65% 17% 3%
Web Watching 25% 24% 37% 8%
Intrage 20% 49% 20% 9%

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La navigazione da dispositivo mobile ha raggiunto il 10 per cento circa di tutta l’attività svolta su Web, ed è destinata a crescere parecchio ancora, fino a diventare la modalità prevalente di accesso ai contenuti on line, secondo la famosa previsione di IDC, che ha indicato nel 2015 l’anno del sorpasso, per lo meno negli Usa. I browser più usati per navigare sul mobile sarebbero i seguenti, secondo StatCounter:

  • Opera Mini/Mobile, 21.52% (-1.34% rispetto al mese precedente)
  • Android, 21.31% (+0.15%)
  • iPhone, 20.04% (-0.06%)
  • Nokia browser, 11.42% (-0.44%)
  • UC Browser, 7.77% (+1.42%)

Come si vede anche dal grafico, Opera continua a dominare, ma di poco, insidiata dal browser di sistema di Android. Cresce anche quello dell’iPhone, ma calano Nokia e Blackberry. Ma più di tutti cresce UC browser, il browser cinese, disponibile anche in inglese per tutte le piattaforme mobili, che ha funzionalità molto interessanti per rendere particolarmente veloce la navigazione.

Come si fa a progettare un sito compatibile con tutti questi browser? Il classico metodo di testare un sito su diversi computer con diversi browser ormai ha fatto il suo tempo, perché le combinazioni possibili sono diventate troppe. E così c’ha pensato il mercato, che ci offre numerosi software e servizi web per effettuare i test sulle diverse piattaforme. Ce ne sono di gratuiti (come Adobe BrowserLab e Browsershots) e a pagamento (come Mogotest e BrowserCam). Rimandiamo a questo articolo di Smashing Magazine per una rassegna più che esauriente.

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Google ha lanciato oggi Chrome per Android Beta, compiendo un passo atteso da tempo e decisivo per il futuro del Web. Chrome per desktop è il browser di maggiore successo del momento, avendo superato Firefox nella diffusione, ed ora cerca di conquistare il mercato in forte crescita del mobile. Chrome per Android offre principalmente, come vantaggio, una piena integrazione con Chrome per desktop, sfruttando tutte le opportunità offerte dal Cloud Computing: tutto ciò che viene fatto nel browser di uno dei propri dispositivi (ad esempio salvare i preferiti o registrare le credenziali per il login ad un sito), lo si ritrova automaticamente in un altro, comprese le schede aperte nell’ultima sessione di navigazione. La app, che integra anche YouTube e Google Maps, è scaricabile dall’Android Market, ma solo per smartphone con Android 4.0 (ovvero solo per l’1% degli utenti, per ora).

Una caratteristica importante di Chrome per Android è quella che non visualizza le animazioni in Flash, attualmente lo standard più diffuso per molti contenuti, come ad esempio i banner pubblicitari e i giochi on line. La stessa Adobe l’ha confermato, precisando che continuerà ad includere Flash nelle versioni di Chrome per desktop, oltre che a collaborare con Google nello sviluppo di HTML5. Dopo il rifiuto, da parte di Apple, ad includere Flash nel suo sistema iOS, questa tecnologia sembra avere poco futuro, nel mobile, a vantaggio proprio dell’HTML5. Ciò nonostante, Adobe continuerà ad incoraggiare l’uso di Flash all’interno delle app, grazie ad Adobe Air.

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Microsoft ha annunciato che procederà con una aggiornamento forzato delle versioni di Internet Explorer precedenti la 8 e la 9. Dal 1 gennaio 2012 si comincerà l’upgrade, volenti o nolenti, per tutte le versioni fino alla 7, per i sistemi operativi Xp, Vista e Seven. È una buona notizia, per gli sviluppatori, costretti a fare i conti, ad ogni nuovo sito, con gli utenti che ancora utilizzano le vecchie versioni di Explorer, che rendono impossibile, ad esempio, un controllo totale delle pagine con i Css. A livello mondiale sono circa il 12 per cento, quelli che usano Explorer 6 o 7. In Italia un po’ meno: Explorer 7 è al 4 per cento e Explorer 6 all’1 per cento.

Microsoft reagisce così all’incalzare di Mozilla Firefox e, soprattutto di Google Chrome, nella “guerra dei browser“, che ha visto erodere costantemente il proprio market share, portandolo al 43 per cento circa a livello mondiale. Anche se la motivazione ufficiale, per quest’ultima mossa, è quella di proteggere la sicurezza degli utenti. La casa di Redmond si è comunque impegnata a tutelare gli utenti che non intendono sottoporsi all’aggiornamento. L’approccio, innanzi tutto, sarà graduale, a partire da Australia e Brasile. Inoltre l’aggiornamento non avverrà per coloro che avevano già rifiutato l’aggiornamento alle versioni 8 e 9, sulla scorta dello stesso principio che ha spinto Microsoft a rendere disponibili dei toolkit per disabilitare l’aggiornamento automatico di Explorer 8 e Explorer 9.

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Quello che tutti si aspettavano è avvenuto, per lo meno in Italia: il sorpasso di Firefox, da parte di Chrome, nell’uso dei browser tra gli utenti internet. Nella rilevazione di ottobre da parte di StatCounter, il primo browser risulta sempre Exlorer, che prosegue un declino che sembra inarrestabile. Poi viene Firefox, che nell’ultimo anno ha sempre visto decrescere la sua quota, seppure di poco, a vantaggio di Chrome, il terzo incomodo che prosegue in una corsa inarrestabile.

Per Firefox i guai potrebbero però diventare molto più seri in vista dell’imminente scadenza del contratto con Google, che ha finanziato il progetto, finora, con lo scopo di rompere il monopolio di Explorer. Ora che Google è in campo direttamente, proprio con Chrome, il sostegno a Firefox potrebbe venire meno.

Molto interessante, comunque, il servizio offerto da StatCounter (da cui è tratto il grafico), che consente di visualizzare i dati per ambito geografico e per indicatore, includendo, tra gli altri, le varie versioni dei broser, i sistemi operativi, e così via.

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