Apple ha aperto nuovi scenari, con la decisione di abbandonare Google Maps, all’interno di iPhoto per iOS, a favore di OpenStreetMap (OSM), il progetto open source, simile a Wikipedia, che si propone di creare, in tutto il mondo, mappe a contenuto libero con licenza Creative Commons. Ed è anche significativo l’interesse suscitato da una app come MapFactor Navigator (qui recensita da Wired.it), il navigatore per Android basato su OpenStreetMap, che consente di farsi guidare anche offline.

OSM si basa su dati geografici rilasciati con licenza libera Creative Commons (Attribution-ShareAlike 2.0), che chiunque perciò può usare liberamente, col solo vincolo di citare la fonte e usare la stessa licenza per eventuali lavori derivati. Tutti, se registrati, possono contribuire, arricchendo o correggendo i dati e caricando nei database del progetto tracce GPS e modificare i dati vettoriali usando gli editor forniti. Le mappe sono create usando come riferimento i dati registrati da dispositivi GPS portatili, fotografie aeree ed altre fonti libere, oltre a donazioni, tra cui quelle da parte di Yahoo! e di Microsoft. I rilievi sul territorio vengono effettuati da volontari (“mappatori”), tipicamente in bicicletta. I dati di OpenStreetMap sono disponibili in un numero sempre crescente di siti ed in differenti formati (v. elenco su Wikipedia)

La decisione, a marzo scorso, di far pagare l’utilizzo delle Google Maps nelle pagine che superino le 25 mila viste mensili, sta spingendo molti a trovare delle alternative. Oltre ad Apple – e a Bing che usa queste mappe per i suoi risultati – anche Foursquare e Wikipedia hanno deciso di passare a OSM.

Per gli sviluppatori, il vantaggio è di poter disporre di una base cartografica utilizzabile gratuitamente per qualsiasi sito o app, anche commerciale. Per farlo, è necessario creare un server GIS (tramite software come ArcGis, in versione gratuita con restizioni o a pagamento), che scarica da OSM i dati della porzione di territorio necessaria ed alla scala più appropriata, per renderli disponibili alla app del caso. Se si tratta solo di visualizzare mappe sui siti, però, è tuttora più semplice ricorrere dalla vecchia cara Google Maps.

Link utili su questo argomento

Interesse nel tempo per OpenStreetMap

Fonte: Google Statistiche di ricerca

Come è cresciuto nel tempo OpenStreetMap in Europa

Fonte: skobbler su Vimeo.

Uso di OpenStreetMap nel mondo

Fonte: Wikipedia, febbraio 2011.

[L'immagine iniziale è tratta da TechSpot]
Una risposta a “OpenStreetMap è una vera alternativa a Google Maps?”
  1. Paolo Subioli scrive:

    Ho provato Osmand per Android, app equivalente alle Mappe di Google. Devo dire che è veramente ottima e (a una prima impressione) non fa rimpiangere le Google Maps. Tra l’altro, sia la mappa sia il navigatore si basano su mappe precaricate sul telefono e perciò consentono l’uso offline, indispensabile, ad esempio, quando si sta all’estero.
    Inoltre, noto che queste mappe create dagli utenti hanno tanti particolari simpatici che mancano sulle Google Maps, ad esempio le fontanelle pubbliche, le aree giochi per bambini, ecc., segno di qual è il valore della creazione collaborativa dei contenuti.
    Osmand per Android:
    https://play.google.com/store/apps/details?id=net.osmand&hl=it

  2.  
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